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Le storie del lago

Un bagno nel verde speranza - Quando il bosco diventa una terapia benefica

Ovunque mi giri sono circondata da alberi dal fusto sottile che toccano il cielo, le loro chiome coprono il suo colore blu e mi regalano protezione, una piacevole ombra e… un colore verde davvero rilassante. È mattina. Per un momento chiudo gli occhi e respiro la natura in tutta la sua purezza, perché il bosco è così: purissimo. Ascolto il dolce cinguettio degli uccellini, lo scricchiolio sotto i miei piedi e respiro a pieni polmoni l’inconfondibile e fresco profumo del bosco. È come se il verde avvolgesse completamente i miei sensi. Sì, posso sentirlo con l’udito, con l’olfatto, al tatto. E naturalmente posso vederlo. Queste tonalità mi regalano qualcosa che posso trovare solamente qui, nel cuore della foresta: uno spazio tutto per me, serenità e libertà.

Un colore che accarezza l' anima.

L’armonia del colore verde deriva dal calore e dalla vitalità del giallo e dalla freddezza e riservatezza del blu. È chiaro: il verde è il colore della natura, delle foglie, degli aghi, dell’erba e trionfa ogni anno sul triste grigiore invernale. Il verde rappresenta la rinascita, la vita, la speranza e la crescita: tutti preziosi regali del bosco. Lui ci dà ispirazione, solletica la nostra creatività e accarezza la nostra anima. Già, il bosco è un luogo magico e puro: in mezzo a questo mare di alberi verdi possiamo abbandonare la nostra vita quotidiana e i nostri ruoli. Non dobbiamo continuare a calarci nella nostra parte, non dobbiamo dimostrare niente a nessuno. Possiamo rallentare il passo e semplicemente… essere.

La medicina migliore

Quanto è bello immergersi in questo mare verde senza dover prendere una boccata d’aria prima di tuffarsi. Al contrario: è il bosco a DARCI una boccata d’aria fresca… non solo in senso metaforico. :-) Ed è soprattutto quando passeggiamo al suo interno che non dovremmo sottovalutare l’effetto che ha sulla nostra salute. È stato dimostrato che l’aria pulita, la pace e i profumi eterei delle conifere rafforzano il nostro sistema immunitario e abbassano la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Quindi, oltre ad essere un desiderio dell’essere umano, stare a contatto con la natura è un valido metodo per ridurre lo stress, anche preventivamente. Secondo studi scientifici, infatti, chi trascorre molto tempo nella foresta è meno soggetto alla sindrome del burnout. Per questo motivo lo Shinrin Yoku (“Immergersi nell’atmosfera della foresta”), una pratica molto diffusa in Giappone nota anche con il nome di “bagno nella foresta”, sta prendendo piede anche in Europa. Tant’è che le università nipponiche offrono, ormai già da qualche anno, corsi di “Forest Medicine”.

Un rigenerante universo verde

Sono sempre stata una bambina di bosco. Appena mi era possibile correvo dentro alla foresta. Ricordo con immensa gioia i momenti in cui costruivamo nascondigli con i rami e percorrevamo i sentieri aggrovigliati! E ciò che allora era considerato un passatempo scontato e salutare, oggi è una pausa della quale sento davvero il bisogno e per la quale mi ritaglio con piacere del tempo. Una volta lo scrittore Ernst Ferstl disse: “Il bosco è uno dei luoghi migliori dove poter ricaricare le proprie batterie.” E visto che qui si può essere sé stessi, visto che qui si può ricreare un legame con il proprio io e visto che il bosco è un mondo stupendo, completamente diverso dalla nostra realtà quotidiana, sì, proprio per questi motivi il genere umano lo desidera così ardentemente. Un ritorno alle origini, dunque, anche se solo per qualche ora…

Il mondo può aspettare

Partire. Immergersi. Fare respiri profondi, più consapevoli del solito. Semplicemente essere, in mezzo al bosco, in mezzo alla natura, in mezzo alla vita. Percepire ciò che altrimenti non si ha mai il tempo di captare: sé stessi. Ogni respiro, ogni movimento, ogni sguardo. Ricaricarsi nel bel mezzo dei giochi d’ombra dei rami e fare caso al terreno e alle radici. Scendere. Ricaricarsi nell’universo dalle mille tonalità di verde.
Sì, mi lascio tutto alle spalle: le macchine che passano, il trattore che lavora nei vigneti limitrofi, le sirene dell’ambulanza, la vicina che sta passando l’aspirapolvere, la suoneria del telefono e la musica alla radio. Lascio tutto dietro di me: la lista della spesa e delle cose da fare, la montagna di vestiti da lavare, la litigata di ieri sera. Questo e molto altro. E sostituisco tutto con gli alberi. Nient’altro che alti e verdi alberi. E…

…pace, tanta profonda pace.
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